Vitivinicoltura

Ci troviamo a Castel Campagnano, piccolo paese della provincia di Caserta ai confini tra il territorio casertano e quello beneventano. Dolci pendii, colline e fertili pianure sono perfetti alla coltivazione di vigneti ed ulivi. Grazie al clima e al fiume Volturno, le terre sono state nel corso dei secoli meta degli innumerevoli passaggi di popoli, risalenti addirittura all’antica Roma. Le terre fertili hanno permesso agli abitanti di sviluppare vigneti ed uliveti di alta qualità. Oggi Castel Campagnano è conosciuta per la qualità dell’oliva caiazzana da cui si ricava un ottimo olio, e ovviamente dai vigneti. I vigneti sono disposti sia sulle colline del territorio, sia vicino al fiume Volturno; esistono due tipi di impianti a Castel Campagnano, uno più antico chiamato a “ tendone” ed uno più recente chiamato a “ spallera”. Le differenze tra i due sarebbero la posizione in cui “la pigna d’uva” andrà poi a posizionarsi, se più in alto o più vicina al terreno, questo determina una differenza zuccherosa e quindi poi con la fermentazione, una differenza alcolica. Diversi sono i nomi dei vini del territorio, come il Pallagrello che è composto  dal Pallagrello Nero, e quello Bianco. Il Pallagrello Nero risulta avere un aroma fruttato, sapor di mora, con un gradazione  alcolica all’incirca del 13% ed è consigliato per accompagnare carni rosse. Il Pallagrello bianco è di colore giallo paglierino, brillante; al naso propone profumi di frutta fresca al gusto è equilibrato, di buona persistenza aromatica. Il grappolo è facilmente riconoscibile per la sua forma minuta e compatta, con l’acino sferico e dal caratteristico puntino nero sottostante. La gradazione alcolica è all’incirca del 13,5%, da abbinare specialmente a prodotti ittici. Esiste anche un’altra qualità di uva, “la casavecchia”.Il prodotto finale, ovvero il vino Casavecchia è ricoperto da un alone di mistero, riguardo le sue origini. La leggenda narrata  dai contadini fanno risalire la scoperta in un vecchio rudere “a casa vecchia”, nel Comune di             Pontelatone, di un ceppo di circa 1 metro di diametro, probabilmente sopravvissuto alle  tremende epidemie di oidio. Il Casavecchia è un vino Rosso, di colore Rubino, con aroma   simili a ciliegie e fragoline di bosco, da un gusto morbido, potente ed immediato. La sua  gradazione alcolica è all’incirca del 12,5% Anche se in minori quantità, viene prodotto a Castel Campagnano anche il vino “Barbera”. I

Elicicoltura

L'elicicoltura (da èlica o èlce dal greco elix 'spirale' in questo caso con il significato di chiocciola) è l'allevamento della chiocciola a scopo alimentare. L'elicicoltura ha origini antichissime infatti nel bacino del Mediterraneo sono stati trovati resti di chiocciole commestibili risalenti al periodo tra la fine del Pleistocene e l'Olocene. Plinio il Vecchio descrive invece gli allevamenti per l'elicicoltura di fulvio Irpino, che nutriva le sue specie diverse di chiocciole con cibo diverso e vino. Inoltre le lumache come cibo sono descritte per la prima volta nel ricettario De re coquinaria
del gastronomo Marco Gavio Apicio risalente probabilmente ai primi anni del I Secolo A.C. Allevamento all’aperto Il sistema di allevamento a ciclo biologico completo, pur essendo di più complessa realizzazione, risulta essere il più diffuso: esso rappresenta nel panorama nazionale, la percentuale del 97% degli impianti di elicicoltura. L'elicicoltura si attua esclusivamente su libero terreno e all'aperto, senza coperture o l'uso di protezione, questo metodo consiste nell'introdurre, in apposite recinzioni, chiocciole fattrici destinate ad accoppiarsi e a moltiplicarsi. Le chiocciole allevate possono essere raccolte tutto l'anno, anche se è sconsigliata nei mesi invernali; una volta raccolte sono messe a spurgare i liquidi in eccesso in gabbie o casse in legno per 10-15 giorni in una locale areato senza nessuna alimentazione, poi vengono selezionate e infine confezionate.

Oliva Caiazzana

Per chi è attratto dalle cose autentiche e da paesaggi che regalano quiete all’animo, nel cuore della provincia di Caserta, tra la pianura campana e il massiccio del Matese, troviamo le colline di Castel Campagnano, circondate da estesi oliveti secolari che producono l’oliva Caiazzana e danno vita ad un olio dal carattere unico e irripetibile, determinato non solo dalla cultivar, ma anche dal clima, dalle condizioni orografiche, dai metodi tradizionali di coltivazione di raccolta e molitura.
La varietà Caiazzana, tra le tipologie di olive prodotte nella provincia di Caserta, è molto apprezzata per produttività, resa e qualità dell’olio ed è molto gustosa come oliva da tavola.
Parlando della tipicità, cosa che  troviamo solo in questa zona, caratterizzata da maturazione molto precoce e dove l’invaiatura, cioè il passaggio del colore dei frutti dal verde al rosso, inizia già ai primi di ottobre. A maturazione completa la drupa è di color rosso vinoso, colorazione che interessa anche la polpa, fino al nocciolo, ed è proprio questa la caratteristica della varietà: “all’apertura deve tingere le mani, se non tinge le mani non è Caiazzana”.
 
Questa splendida varietà si caratterizza per una discreta precocità, viene raccolta nel primo autunno: l’olio che se ne ottiene, ha un colore che spazia dal giallo paglierino al verde intenso, dal profumo dolce con sentori di mandorla e possiede una bassa acidità, caratteristica questa che dipende dall’attenta selezione delle olive nonché dal controllo costante delle temperature durante la fase di spremitura.

Asparago selvatico

Con la parola asparago o asparagio (dal greco “aspharagos” e dal
persiano “asparago“, ossia germoglio) si indica sia l’intera pianta che i germogli dell’ “Asparagus officinalis” (nome scientifico).Si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia delle Liliaceae Benefici dell’asparago Le tante proprietà salutari degli asparagi sono ben conosciute sin dall’antichità, pensate che persino gli Egizi li coltivavano, mentre anche i Romani ne andavano ghiotti e li usavano anche come pianta officinale.Non per nulla già nel secondo secolo Galeno li descriveva come alimenti dalle proprietà depurative e curative. Tradizionalmente viene utilizzato come drenante. Tra gli effetti salutari degli asparagi infatti vi elenchiamo l’essere:
 
● diuretici (attività principale), drenanti e disintossicanti (aiutano ad eliminare i liquidi in eccesso e a purificare l’organismo dalle scorie e tossine accumulate),

● riequilibranti (il ricco apporto di vitamine ed i sali minerali aiuta a regolare il metabolismo, la pressione, i livelli di colesterolo e di insulina),

● dimagranti (aiutano a regolare l’appetito e la sensazione di fame),

● anticellulite (essenzialmente per gli effetti drenanti),

● antiossidanti (sì, contrastano l’invecchiamento cutaneo grazie all’apporto di vitamine e minerali come otassio, calcio, fosforo, magnesio),

● lassativi (il buon apporto di fibre, necessarie per il buon funzionamento del transito intestinale, possono aiutare aiutano in caso di stipsi),

● rinforzano le difese immunitarie,

● rimineralizzanti (grazie alla varietà e alla ricchezza di minerali).

 

L’asparago contiene ben due saponine conosciute scientificamente per avere un forte potere inibente nella proliferazione nelle cellule tumorali del colon. Nell’asparago selvatico la concentrazione di queste molecole
benefiche è superiore fino a 10 volte rispetto all’asparago coltivato, tre o quattro grammi per ogni chilo. In quel di Squille, frazione di Castel Campagnano,l'Associazione Silla, organizza la famosa “Sagra degli Asparagi”.

Cristian Mazzaccaro